La Casa delle nostre origini

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L’omelia del card. Angelo Comastri, vicario del Papa per la Città del Vaticano

A chiudere la 38a Convocazione nazionale, un nuovo straordinario evento di preghiera e comunione, la Celebrazione eucaristica presieduta dal card, Angelo Comastri. Nel Vangelo proclamato, l’annuncio dell’Angelo Gabriele a Maria di una imminente gravidanza (cf Lc 1, 26-38). «Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci ha aperto la porta della casa della Madonna». Con il “sì” incondizionato di Maria ad accogliere il Figlio di Dio inizia la storia dell’intera umanità: «Tutti là siamo nati perché tutto è iniziato con il “sì” di Maria».

Nel suo Vangelo Luca ci svela un’importante verità: l’Angelo Gabriele va a cercare Maria nella sua casa perché nel sì di Maria c’è un’evidente “collaborazione”. «La devozione alla Madonna nasce con il cristianesimo». Anche noi abbiamo una chiamata (siamo chiamati a collaborare), e Dio aspetta da ognuno di noi che realizziamo una porzione di bene.

Guidati ancora dal card. Comastri, continua il racconto di Luca: l’angelo Gabriele viene mandato in Galilea: la scelta della Galilea è simbolica e manifesta palesemente quanto Dio riponga la sua attenzione sugli umili: «La Galilea era la regione più disprezzata, al punto che dire “galileo” era ritenuta un’offesa; Nazareth era un piccolo villaggio della Galilea». Questo ci ricorda che soltanto gli umili sono capaci di offrire il proprio “sì” con un cuore sincero. Eppure, questo nostro tempo è caratterizzato da un eccessivo orgoglio e Dio non riesce a farsi sentire da chi è orgoglioso. Gli uomini di oggi vengono attratti da ricchezza materiali ma troppo spesso si dimenticano che l’angelo Gabriele va a trovare Maria in una casa e non in un tempio o in un palazzo reale. La casa è il luogo dove, per eccellenza, viene custodita la famiglia, «dove si fa anche la prima esperienza di Dio nell’amore dei genitori» (preghiera di Agostino Cipriano).

È per questo che la Chiesa difende la famiglia: «la famiglia l’ha inventata Dio, non l’abbiamo inventata noi, e chi può capire più di Dio? Chi può mettersi al posto di Dio?». La famiglia è formata da un padre e da una madre, ha ribadito con fermezza il Cardinale.

Infine, il card. Comastri ha ricordato come bellezza e cuore puro siano due aspetti fortemente dipendenti. «Lo Spirito Santo, che ha forgiato la bellezza di Maria, ci faccia dono della vera bellezza e della sapienza per saper riconoscere la vera bellezza senza farci ingannare dalle tante maschere».

Sintesi di Daniela Di Domenico

Martinez saluta il card. Angelo Comastri

«Padre, amico, fratello, consigliere»: con queste parole il presidente Martinez si è rivolto al Segretario vicario di Papa Francesco, ringraziandolo della sua presenza all’Olimpico. Ha poi ricordato quando, nel 2000, il card. Comastri lo convocò per consegnargli le chiavi della Casa della Madonna. «E da quel giorno lo Spirito Santo ci ha fatto camminare insieme», ha aggiunto Martinez. Il Vangelo di Maria semplifica la vita, ha continuato Salvatore, e dove c’è Maria c’è lo Spirito. Grazie per aver aggiunto, con questa omelia, una pietra miliare al RnS. «Sei sempre il nostro padre e questa è la tua famiglia. Grazie!»